SONO ANDATO A SENTIRE I PEARL JAM E… HANNO CANTATO “IMAGINE” CONTRO LA CHIUSURA DEI PORTI – di Carlo Massarini

 

(Imagine – Pearl Jam – 26 Giugno 2018 – Roma)

Sono andato in un grande stadio pieno di gente, a sentire un gruppo molto famoso di cui non conoscevo una canzone. Ma ero circondato da amici e sconosciuti che applaudivano, saltavano, cantavano come se le conoscessero tutte a memoria. Mi devo essere davvero perso qualcosa, mi dicevo. Capivo che era una grande band, anche perché 40.000 persone non escono di casa, a volte anche dall’altra parte del mondo, per niente. Il cantante, poi, era evidente fosse uno bravo, e una bella persona. Anche perché non è facile comandare l’attenzione di uno stadio intero, e lui lo faceva. Anche quando suonava da solo un ukulele. Poi, sotto il loro logo, è uscito un marchio che parlava di Porti, e ho capito che oltre a cantare bene era uno che ci teneva ai più deboli, anche perché subito dopo ha cantato, abbiamo cantato tutti, Imagine. Alla fine non se ne voleva andare più. E dal pubblico gli allungavano qualsiasi cosa. Una bandiera della pace, per esempio. O forse l’aveva portata lui? Perché sul retro c’era scritto Love Life, e un po’ più sù F**k Trump, e lui ci si è avvolto dentro.
Poi è partita una versione di dieci minuti (forse, forse più) di Keep On Rocking In The Free World, e la simpatia è diventata un brivido che non si fermava più. Non so se il rock ha il potere di cambiare il mondo. Ma di sicuro ha quello di cambiare il tuo stato emotivo, e di farti arrivare delle cose importanti. È stato magnifico, tanto quanto la luna piena nel cielo sopra l’Olimpico, e sugli schermi. Tutto uno stadio che cantava e ballava. Era evidente, dopo tre ore, che quegli americani non se ne volessero più andare via. E non erano i soli.
Alla fine, in una notte romana dolce e pizzosa siamo rimasti a raccontarci storie di rock con amici partiti sul Magic Bus da Trieste che avevano una maglietta “50”, quanti i concerti che hanno seguito, in tutto il mondo, di questa band. Ai bis ce l’aveva pure il cantante, gliel’avevano regalata e lui se l’è messa.
Ora sono a casa, e penso proprio che dovrò tirare fuori quei 6-7 cd che ho dei Pearl Jam, e impararmeli a memoria. Non è mai troppo tardi. È il bello del rock. Finchè c’è vita, c’è speranza (di conoscenza). E Eddie, beh, Eddie Vedder mi sembra davvero una bella persona.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

Notificami
avatar
wpDiscuz