ABORTO: LA VIOLENZA VERBALE DI UN PAPA – Di Ingrid Salvini

Le ultime parole del papa sull’aborto sono inaccettabili e volgari, e confermano come la Chiesa altro non sia che il braccio armato di un “potere temporale” reazionario, fascista e violento. Sì, violento: perché trattare un argomento così delicato con tanta leggerezza di linguaggio significa ferire nel profondo la sensibilità di migliaia di donne; colpirle vigliaccamente nella loro intimità; far riaffiorare ferite nascoste. Significa non rispettarle come individui aventi diritti e sentimenti. Significa arrogarsi la presunzione di poter giudicare un’esperienza così tragica che solo chi ha vissuto può capire. Significa non sapere cosa sia realmente una sala operatoria adibita ad un raschiamento.
Io lo so. Vi sono entrata con in grembo il mio bambino di tre mesi e mezzo ormai morto e dal quale, lo stesso, mai avrei voluto separarmi. Vi sono entrata a forza, con gli occhi annegati nelle lacrime, ma la verità è che non ne sono più uscita. Mi hanno tolto l’anima, la felicità, la speranza. Me ne sono andata per sempre con il mio piccolino in un fiotto di sangue. Quella che è rimasta è un’altra persona. Peggiore. Un simulacro, un involucro. Non oso immaginare quanto dolore possa albergare nel cuore di coloro che in quella sala operatoria entrano per interrompere “volontariamente” una gravidanza. Non giudico. Vite perse, è vero, ma le vite a metà che rimangono, amputate per sempre nel profondo, esigono rispetto.
Non si possono usare le parole come spade sguainate all’epoca delle Crociate in nome di un credo tutto da dimostrare. La verità sta nell’anima di quelle donne che hanno subito questa mutilazione, non nelle parole di chi le vorrebbe streghe su roghi metaforici e che, per averle pronunciate, dovrebbe solo vergognarsi e chiedere scusa.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

Notificami
avatar
wpDiscuz